Generazioni che collaborano

L’ultimo quaderno di Weconomy dal titolo Quid novi? Generazioni che collaborano esplora la questione generazionale seguendo due dimensioni: Generazioni e Collaborazioni.

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Nella presentazione, secondo Cristina Favini “(..) Ognuno di noi porta tatuata la propria generazione sulla pelle e vede le altre per differenza, spesso appiattendo le sfumature, mettendo in risalto solo le luci o le ombre. La realtà è molto più ricca di sfumature. La realtà è molteplice, è un multiverso. Provare a comprendere le generazioni è un ottimo punto di partenza che ci aiuterà a capire meglio il nostro collega e i nostri figli, ma non è sufficiente. Unica “chance” è assicurarci di abilitare ambienti, spazi, tempi e appuntamenti in cui la biodiversità generazionale è assicurata, in cui facciamo accadere la collaborazione tra generazioni. Modalità in cui ogni persona con il proprio vissuto, con il proprio marchio di fabbrica, partecipi, solo così eviteremo la scelta dell’unico punto di vista che, proprio perché è unico, esclude e non valorizza la bellezza della realtà. Quindi basta interfacce progettate da giovanissimi per giovanissimi, basta board aziendali di top manager non aperti al confronto con altre generazioni. Le Imprese possono invecchiare, ma possono anche ringiovanire con il giusto mix e la giusta guida.
Aumentiamo la biodiversità per mettere in campo nuove specie di generazioni. Più che mai è necessario trovare un equilibrio transgenerazionale che non sia solo pacifico ma anche fecondo. (..)”

Di seguito pubblico le due Wiki che introducono brevemente i due concetti principali del quaderno.

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