Gli effetti “cicatrice” della disoccupazione giovanile

In primo luogo, i datori di lavoro possono considerare i periodi di disoccupazione sul CV di qualcuno come un segnale negativo, ad esempio percependolo come un segno di scarsa produttività, e aumentando così la probabilità di una persona a non essere assunta o di vedersi offrire solo lavori di livello inferiore.

In secondo luogo, la disoccupazione all’inizio della carriera può portare ad avere scarse competenze o ad una generale perdita di fiducia da parte dell’individuo. Le abilità cognitive (ad esempio, le abilità di apprendimento e la capacità di elaborare informazioni) possono influire sulla produttività e sull’adattabilità di un lavoratore, e quindi sulla probabilità o capacità di ottenere un lavoro adeguato nel prosieguo della vita. Infatti, il fatto di non avere o aver poche qualifiche è di solito un fattore predittivo della disoccupazione. Le competenze non cognitive (ad esempio, l’affidabilità di una persona, l’autodisciplina, le competenze inter-personali, la comunicazione, l’adattabilità, la coerenza, la persistenza e la fiducia in se stessi) sono pure molto importanti. (..)

In terzo luogo, queste cicatrici possono cambiare le aspettative delle persone, nel senso di creare una maggiore aspettativa di disoccupazione futura. Infatti, una disoccupazione attesa, piuttosto che l’esperienza della disoccupazione passata, può ridurre la soddisfazione nel lavoro e il proprio benessere. Coloro che sono stati disoccupati da giovani possono avere un maggior timore di una futura e ricorrente disoccupazione, riducendo così al minimo il proprio benessere nel presente.

Quarto, il successo nella ricerca di un lavoro dipende in parte da fattori quali le aspirazioni e la consapevolezza del proprio rendimento, e in parte dai contatti con gli altri nella propria rete di conoscenze e, questi possono essere più limitati in quelle persone che hanno sofferto la disoccupazione da giovani. Secondo il 1979 USA National Longitudinal Survey of Youthè stato provato che gli atteggiamenti positivi e l’ottimismo dei lavoratori influenzano l’occupazione e i salari futuri con la loro decisione di partecipare attivamente nel mercato del lavoro (incluso se cercare o meno un posto di lavoro) ed è probabile che la disoccupazione nei giovani possa ridurre tale ottimismo. Inoltre, fattori quali la personalità di un individuo, le reti sociali e le esperienze infantili possono influenzare la forma e l’entità delle cicatrici.

Infine, i fattori esterni quali la disponibilità di posti di lavoro locali, l’ambiente economico più ampio o l’efficacia delle agenzie e delle politiche del lavoro possono influenzare la “cicatrizzazione”. È possibile che le esperienze di disoccupazione abbiano minore impatto sulle prospettive di coloro che vivono in zone di disoccupazione elevata, probabilmente a causa delle norme sociali influenzate dalla maggiore prevalenza della disoccupazione. Un altro fattore è che i giovani più istruiti o quelli più ricchi possono aspettarsi migliori offerte lavorative, mentre quelli con istruzione inferiore hanno meno offerte e sono sotto pressione per accettare posti di lavoro a breve termine o comunque meno adatti e che potenzialmente portano ad entrare in un ciclo a paga bassa o addirittura nulla.

Sembra quindi fortemente evidente che essere disoccupati da giovani, soprattutto per periodi lunghi, ha effetti laceranti sulle prospettive future di retribuzione e di occupazione. C’è anche evidenza che questo possa influenzare la salute e il benessere sia fisico che psicologico durante la giovane età e portare anche ad una maggiore probabilità di fumare e ad una minore generale soddisfazione della vita. (..)

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