Le 8 qualità delle persone colte (e educate)

Nel 1886 il ventiseienne Anton Čechov scrive una lettera al fratello Nikolai, che in una precedente missiva si era lamentato molto di non essere compreso da chi gli stava intorno. Čechov esorta il fratello a cambiare stile di vita in modo da uniformarsi a quelli che lui considera i dettami di vita che una persona colta e educata (a seconda della traduzione) dovrebbe seguire elencandogli otto qualità fondamentali da avere.

Nick Hornby, una vita da lettore

La lettera si trova nel libro Vita attraverso le lettere ed io però ne sono venuto a conoscenza da Una vita da lettore di Nick Hornby, un testo che è una sorta di rubrica e di appunti sui libri che l’autore compra, legge e commenta trascrivendo note ed estratti. Secondo Hornby le lettere di Čechov “sono piene di consigli utili e validi ancora oggi. «Dormire con una puttana, respirarle dritto nella bocca, ascoltarla all’infinito mentre urina… che senso ha tutto ciò? Le persone civili vanno al di là dell’obbedienza ai più bassi istinti. Domandano a una donna più di un letto, un sudore equino, e il rumore dell’urina che gocciola». Ovviamente ha ragione. Non ha senso. Ma quel gocciolio di urina… dopo qualche anno dà una specie di assuefazione, o no? Se non avete neanche iniziato ad ascoltarlo, posso solo invitarvi a non farlo mai.
A parte la specifica ossessione per il rumore del piscio, qui troviamo la rappresentazione di una moderna vita di scrittore. C’è l’aspetto del denaro, naturalmente, ma anche i pettegolezzi e un’inesauribile attività benefica, e la fama (Čechov veniva riconosciuto ovunque andasse). È anche l’unico genio in cui mi sia imbattuto del tutto inconsapevole, oltreché noncurante, dell’immensità del suo talento. […]”

Di seguito la lettera, tratta da internet, con gli otto consigli:

Spesso ti sei lamentato con me del fatto che le persone “non ti capiscono”! Goethe e Newton non si sono mai lamentati di questo… Solo Cristo se n’è lamentato, ma stava parlando della Sua dottrina e non di Sé stesso… Le persone ti capiscono perfettamente. E se tu non comprendi te stesso, non è una loro colpa.
Ti assicuro, da fratello e da amico, che io ti capisco e mi dispiaccio per te con tutto il mio cuore. Conosco le tue buone qualità come conosco le mie cinque dita; le apprezzo e le rispetto profondamente. Se vuoi, per provarti che ti capisco, posso enumerare le qualità che possiedi. Io penso che tu sia gentile, magnanimo, generoso, pronto a condividere il tuo ultimo centesimo; non provi invidia né odio; sei un cuore semplice; sei fiducioso, senza livore o inganno, e non ricordi il male… Hai un dono che gli altri non hanno: hai talento. Questo talento ti pone al di sopra di milioni di uomini, sulla terra solo una persona su due milioni è artista. Il tuo talento ti distingue: se tu fossi un rospo o una tarantola, anche allora la gente ti rispetterebbe, per il talento tutte le cose sono perdonate.
Hai solo una mancanza, e la falsità della tua posizione e la tua infelicità sono causate tutte da questa. Si tratta della tua assoluta mancanza di cultura. Perdonami, ma veritas magia amicitiae… Vedi, la vita ha le sue condizioni. Per sentirsi a proprio agio tra le persone istruite, per sentirti a casa tua ed essere felice insieme a loro, devi essere colto in una certa misura. Il talento ti ha portato in un tale cerchio di conoscenze, ne fai parte, ma… ne sei allontanato, e tu vacilli tra le persone colte.
Secondo me le persone colte devono soddisfare le seguenti condizioni:
1. Rispettano la personalità umana, e perciò sono sempre cortesi, gentili, educate e pronte a dare agli altri. Non fanno casini per un martello o per aver perso un pezzo di caucciù; se vivono con qualcuno non lo considerano un favore e, andando via, non dicono: «Nessuno può vivere con te». Tollerano il rumore e il freddo e la carne secca e le battute e la presenza di estranei a casa loro.
2. Hanno simpatia non solo per i mendicanti e i gatti. Il loro cuore soffre per ciò che l’occhio non vede… Si siedono di notte al fine di aiutare P… a pagare l’Università per i fratelli, e a comprare vestiti per la loro madre.
3. Rispettano la proprietà degli altri, e perciò pagano i loro debiti.
4. Sono sinceri e hanno paura di mentire come del fuoco. Non mentono nemmeno nelle piccole cose. Una bugia è un insulto a chi l’ascolta e lo pone in una posizione inferiore agli occhi di chi parla. Non si atteggiano, si comportano in strada come fanno a casa, non si vantano davanti ai loro amici più umili. Non sono portati a cianciare e a riversare sugli altri le loro confidenze non sollecitate. In segno di rispetto per le orecchie degli altri, stanno più spesso in silenzio anziché parlare.
5. Non si denigrano per suscitare compassione. Non fanno leva sulle corde dei cuori degli altri così da farli sospirare e ottenere molto da questi. Non dicono: «Sono stato frainteso» o «Sono diventato di seconda categoria» perché tutto ciò che cerca di ottenere un effetto a buon mercato è volgare, stantio, falso…
6. Non hanno alcuna superficiale vanità. A loro non importa di tali falsi diamanti come conoscere celebrità, stringere le mani dell’ubriaco P… Se riescono a fare qualche soldo non si pavoneggiano come se avessero accumulato cento rubli, e non si vantano di poter entrare in posti in cui gli altri non sono ammessi… Il vero uomo di talento si tiene sempre nell’oscurità tra la folla, il più lontano possibile dalla pubblicità… Persino Krylov ha detto che un barile vuoto fa più eco di uno pieno.
7. Se hanno talento, lo rispettano. A esso sacrificano tutto il resto: donne, vino, vanità… Sono orgogliosi del loro talento… Inoltre sono esigenti.
8. Sviluppano un sentimento estetico verso sé stessi. Non possono andare a dormire indossando i loro vestiti da giorno, vedere crepe alle pareti piene di insetti, respirare aria cattiva, camminare su un pavimento sul quale qualcuno ha sputato, cucinare i pasti su una stufa a nafta. Cercano, per quanto possibile, di frenare e nobilitare l’istinto sessuale… In una donna non vogliono una compagna da letto… Non chiedono un’intelligenza che si mostri nella menzogna continua. Se sono artisti, vogliono la freschezza, l’eleganza, l’umanità… Non tracannano vodka a tutte le ore del giorno e della notte, non annusano nelle dispense perché non sono maiali e sanno di non esserlo… Vogliono mens sana in corpore sana [una mente sana in un corpo sano].
E così via.
Così sono le persone colte. Per essere colti e non restare sotto il livello dei tuoi vicini non basta aver letto Il circolo Pickwick e imparato a memoria un monologo dal Faust.
È necessario un lavoro costante, giorno e notte, una lettura costante, lo studio, la volontà… Ogni ora è preziosa… Venendo a noi, rompi la bottiglia di vodka, metti da parte le menzogne e leggi… Turgenev, se ti piace, che non hai letto.
Devi eliminare la tua vanità, non sei un bambino… presto avrai trent’anni. È ora!
Ti aspetto… tutti noi ti aspettiamo.
Anton Čechov

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